Diagnosi cliniche

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Le vacanze sono quasi finite e ho ancora un sacco di cose da fare. Tra queste, alcune importanti. Mi era stato suggerito tempo fa di mettere a disposizione la mia esperienza per colleghi e amici che lavorano nel sostegno.
Ogni anno, anche questo che inizierà tra breve, cambio scuola. È la solita storia delle assegnazioni provvisorie: chi intende avvicinarsi alla propria provincia di residenza è costretto a passare un’estate di tensione, fatta di burocrazia e attese stremanti, perché i “vertici” pretendono l’iscrizione del proprio figlio durante l’anno in corso, ma non si curano di provvedere per tempo all’organizzazione scolastiche di “quel” figlio. Così, spesso il genitore saprà il nome dell’insegnante ad anno scolastico iniziato.

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L’incanto di Cenere, Laura MacLem

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Della favola esistono più di 300 versioni e centinaia di adattamenti cinematografici. Si può discutere passando dalle tradizioni orientali a quelle occidentali, salendo e scendendo negli anni come se fossero colline erbose; si può pensare a Yen-Shen che ha il piede “più piccolo del regno”; oppure che la protagonista si chiami Cenerentola ma indossi un anello o un braccialetto invece delle scarpine in cristallo; si può anche parteggiare per la versione dei fratelli Grimm o quella di Perrault o apprezzare la versione di Calvino, ma di sicuro, non si può fare a meno di lei. Della favola o di Cenerentola?

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Nessuno sa di noi, di Simona Sparaco

image Il libro si apre con una panoramica nella sala d’aspetto ginecologica. Luce e Pietro attendono il loro turno. Lei è alla 29ª settimana. Lui, per scaramanzia, indossa il maglione della laurea, lo stesso di quando ha proposto a Luce di vivere insieme, della prima ecografia del piccolo Lorenzo e di tutti gli avvenimenti importanti della sua vita. Solo che, quel giorno, i riti apotropaici servono a ben poco: durante la visita, la ginecologa si rende conto che il piccolo non è cresciuto affatto dalla 20ª settimana. Lorenzo ha una grave malformazione che condurrà i due protagonisti attraverso un viaggio di dolore. Continua a leggere “Nessuno sa di noi, di Simona Sparaco”

Loy Kratong.

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La Loy Kratong è una delle feste più suggestive che avvengono nell’intero pianeta. Una di quelle feste cui, prima o poi, andrò.
Si tratta di una tradizione thailandese che trovo alquanto romantica. Perciò se ti danno fastidio le cose che parlano di cuore, di speranza, oppure gli occhi ti diventano strabici a furia di leggere parole con la K, fermati qui. Non mi offendo. Questo è il mio blog e ci scrivo quello che mi pare. Tanto per te sono un nick, e se non ho il tuo rispetto, ti cancello con un tasto. Questa una delle poche cose meravigliose di internet.

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Animuffins

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Muffins decorati con pasta di zucchero, perché anche l’occhio vuole la sua parte ^_^

Se volete sapere come li preparo tenete i pronti a sorbirvi una dettagliata quasi ricetta.

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Aurora boreale

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Photograph by Paul Nicklen

L’aurora boreale è uno dei fenomeni che mi affascina di più su questa terra. Prima di ritornare sul mio pianeta, ho deciso di fare un viaggio per andare ad ammirare il cielo che si colora dal vivo.

Partirò da Edmonton, in Canada, tanto per respirare la stessa aria che è entrata nei polmoni di Marshall McLuhan, quando ci sarà la luna nuova.

Volerò su Yellowknife, nei Territori di Nord Ovest e poi con l’idrovolante planare su uno sperduto lodge artico.

Di notte mi perderò nei cieli drogando la vista con i colori.

Di giorno, mi perderò nella natura dell’artico, magari su una slitta trainata dai cani, con gli sci da fondo, le racchette da neve, la motoslitta. Forse costruirò un rifugio di neve, forse pescherò nel ghiaccio o imparerò dai Dene come vivere al freddo.

Prima di ritornare sul mio pianeta, farò questo viaggio.

Una favola megalitica

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La prima volta che ho sentito parlare di Coral Castle e del suo costruttore ho pensato che si trattasse di una favola romantica, dolce e terribilmente triste allo stesso tempo. Da una decina di anni a questa parte, invece, in programmi televisivi e in tutto il web imperversano notizie a riguardo, teorie e magari anche avvistamenti alieni.
Rimane un bel mistero, oppure una delle più grandi prese in giro del secolo.
Iniziamo con la favola.

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Pubblichi a pagamento e vuoi rifarti le spese?

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Ne ho abbastanza di quelli che si credono grandi geni della letteratura, che si auto pubblicano o scelgono una casa editrice a pagamento (che e’ anche peggio) e schiaffano dappertutto i loro escrementi scritti. Ce l’ho con loro, soprattutto. Con questa gente che non ti lascia in pace, intasa caselle di posta elettronica, che spunta come funghi tra i tuoi contatti fb, che ti trovi alla porta con il loro libro in mano:
“Sai… Ho pubblicato un libro.”

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Porta bijoux

Mi piace molto indossare collane, orecchini e bracciali di bigiotteria. Quando la mattina non vado di corsa (e accade raramente dato che sono sempre in ritardo) indosso qualcosa che dia quel tocco di luce che mi fa sentire meglio.
Così ho pensato di costruirmi un porta bijoux da appendere al muro o nella parte interna dell’armadio che mi aiuti nella scelta a colpo d’occhio, magari mentre infilo una scarpa e scaravento in borsa il cellulare.
Naturalmente è tutto materiale che avevo già a casa. 🙂
Una gruccia in metallo, un nastro di velo bianco, filo dorato e perline bianche di legno. La rete è quella di plastica usata per gli orti e i giardini: sulla parete bianca non si vede.
Questo il risultato finale.
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Niente di eccessivamente complicato se non la parte in cui ho unito la rete alla gruccia: qui armatevi di pazienza, ago e filo.
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Per unire le due aste in legno alla gruccia ho usato degli anelli argentati e dorati di una vecchia collana.
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Finalmente ho messo un po’ d’ordine! 😉