Scansione del tempo a scuola

In diversi disturbi e disabilità la mancanza di un quadro strutturato aumenta l’angoscia, le crisi d’ansia e i comportamenti problema. Si sa, ad esempio, che la persona autistica, a causa dei deficit di comunicazione e della “cecità sociale” alla base del disturbo, ha bisogno di una strutturazione dell’ambiente per rassicurarsi: l’ansia diminuisce quando sa esattamente che cosa ci si aspetta da lui in un certo momento e in un certo luogo, che cosa succederà in seguito, come, dove e con chi.

Del resto è ciò che accade anche agli alunni che provengono da un paese straniero e che non conoscono la lingua della nazione ospitante.

Un quadro temporale e spaziale molto strutturato, in altre parole comprensibile e prevedibile, costituisce il primo passo per poter impostare un lavoro educativo con un bambino che ha diverse difficoltà.
La strutturazione non dovrà mai significare rigidità, ma essere flessibile, costruita in funzione dei bisogni e dei livello di sviluppo dei singolo bambino e soggetta a modifiche in ogni momento; né deve essere fine a se stessa, ma rappresentare un mezzo per aiutare una persona in difficoltà a causa della propria impossibilità a comunicare.

In questo articolo, vi propongo il mio “comunicatore”. È fatto di un linguaggio universale: le immagini. Potrete definirlo: agenda, tempo-scuola, struttura delle attività didattiche e ricreative… come vi pare, ma scoprirete che il suo utilizzo servirà a dare un riferimento a chi il tempo non ha idea di cosa sia, come passi e a che cosa serva.

Ciò che dovrete fare sarà compiere le vostre osservazioni e valutare le abilità e conoscenze dell’alunno: ad alcuni è possibile proporre, ad esempio, dei disegni che rappresentino una data azione, altri invece hanno bisogno di riferimenti concreti. Procedete poi con una suddivisione del “tempo-scuola” e iniziate a procurarvi il materiale. Le foto o i disegni andranno sempre plastificate e potrete farlo semplicemente con lo scotch trasparente da entrambi i lati.

Per costruire il comunicatore vi occorrerà:

– Cartoncini di due colori diversi (io uso carta ruvida di 24x33cm).
– Scotch trasparente a matassa larga.
– Velcro con adesivo.
– Foto o immagini.

Preparazione:

Dopo aver tagliato a metà il cartoncino, si procederà con la plastificazione grazie a strisce che ne ricoprano entrambi i lati.

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Quando avrete plasticato entrambi i cartoncini (nel mio caso sono blu), basterà tagliare un altro foglio che ripegato formi una busta: prima di chiudere il cartoncino lasciando il lato superiore aperto dovrete ripassarlo con lo scotch.
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Si uniscono le due estremità blu e questo sarà il risultato:

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Alla fine, usate il velcro per richiudere la lunga striscia blu sulla busta: sarà più comodo se dovrete spostarvi con l’alunno in un altro ambiente. Soprattutto ricordate di mettere un pezzetto di velcro anche alla parete per appendere il comunicatore accanto all’alunno.

7Qui uno dei miei comunicatori, uno dei più semplici, in cui ho eliminato per ragioni di privacy le foto dell’alunno e del suo ambiente scolastico. Nel quadrato 1 avevo inserito la facciata della scuola; nel quadrato 2 la classe vuota; nel quadrato 3 una foto che lo ritraeva seduto al banco; poi c’è l’immagine di un panino; la foto di una sedia grande di fronte a una più piccola; lo zaino; infine un faccino sorridente che saluta e uno smile con scritto “ottimo” (entrambe le immagini finali sono prese da J.Dixon, Facilitare la comunicazione nell’autismo, Erikson Software).
Questo comunicatore scandiva i momenti della giornata scolastica del mio alunno: entrava a scuola e in classe, che era sempre vuota perché era il primo ad arrivare. Andava al comunicatore attaccato accanto al suo banco e staccava le prime due foto per riporle nella busta. Poi sedeva al banco perchè questo indicava la foto, e lavorava; ricrezione (foto con panino); momento di lavoro con aiuto in autonomia (ecco il significato della foto con le sedie: eravamo l’uno di fronte all’altro); infine arrivava il momento di conservare ogni cosa nello zaino; salutare la maestra che gli diceva “ottimo”!
Ogni foto è stata plastificata per essere attaccata e staccata grazie al velcro. Naturalmente, nella busta dovrete avere una buona scorta di ciò che intendete proporre in quel giorno scolastico: così, ad esempio fate fotografie all’aula computer, alla palestra, agli oggetti che proporrete come laboratorio, della vostra sedia di fronte alla sua (lavoro in autonomia), delle due sedie vicine (lavoro con aiuto)… Se quindi decidete di usare le foto e non i disegni, scattate ne tante. E ricordate che l’indomani l’alunno dovrà trovare già tutto predisposto sul comunicatore e dovrà essere lui a mettere da parte ogni foto, segno di un momento didattico o ricreativo passato.

Durante le crisi d’ansia basterà che mostriate il comunicatore e l’alunno focalizzerà la sua attenzione sulla struttura di una parte della giornata. Fornite sempre all’alunno delle certezze e soprattutto trovate un modo per comunicare con lui.
Avrete compreso ora perché chiamo “comunicatore” questo strumento che si presta a tanti altri utilizzi.

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