Rendiamo virale l’informazione

È iniziata la scuola e rimetto in moto questo mio blog. Sono tanti i messaggi che mi arrivano, per lo più colleghi, che seguono un caso che non sanno come gestire, o con cui discutiamo di altre difficoltà legate al fantomatico rapporto scuola-famiglia e anche peggio scuola-enti, o vogliamo parlare di scuola-associazioni? In alcuni casi mi sono scontrata con operatori che seguivano bambini nel post scuola assecondando i genitori, e quindi rafforzando in loro l’idea che il proprio figlio fosse “meno grave” di come sosteneva la diagnosi: devo dirvi che il guadagno non guarda in faccia a nessuno? No, oggi non mi va di fare demagogia. E nemmeno raccontarvi di come io abbia costruito con fatica la mia professionalità che terrorizza gli psicologi e gli operatori dell’ASP (mi diverto sempre vederli sudare quando sanno che seguo io il “caso” perché nulla dà più potere della conoscenza). E no, non dirò nemmeno che mi incazzo come una iena pensando che tanti altri “casi” invece vengono seguiti con pressapochismo o peggio ancora “perché tanto è così grave c’è ben poco da fare”. No, lo sapete bene che non posso accettarlo. Ancora credo nella scuola e nella professionalità degli insegnanti. Ancora.

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Sindrome di Landau-Kleffner

La sindrome di Landau-Kleffner (SLK), o afasia epilettiforme acquisita, è una rara sindrome epilettica caratterizzata da un progressivo deterioramento delle funzioni neuropsicologiche.

La LKS insorge normalmente intorno ai 4-7 anni di età anche se sono riportati casi di esordio prima dei 3 anni e dopo i 9 anni. Il disturbo è più frequente nei maschi che nelle femmine con un rapporto 2:1. L’elemento clinico specifico della sindrome è l’afasia che si organizza in un periodo relativamente breve di tempo, dopo uno sviluppo cognitivo apparentemente normale. Il disturbo assume progressivamente le caratteristiche di un’agnosia verbale che si estende, talvolta, ai rumori familiari.

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Diagnosi cliniche

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Le vacanze sono quasi finite e ho ancora un sacco di cose da fare. Tra queste, alcune importanti. Mi era stato suggerito tempo fa di mettere a disposizione la mia esperienza per colleghi e amici che lavorano nel sostegno.
Ogni anno, anche questo che inizierà tra breve, cambio scuola. È la solita storia delle assegnazioni provvisorie: chi intende avvicinarsi alla propria provincia di residenza è costretto a passare un’estate di tensione, fatta di burocrazia e attese stremanti, perché i “vertici” pretendono l’iscrizione del proprio figlio durante l’anno in corso, ma non si curano di provvedere per tempo all’organizzazione scolastiche di “quel” figlio. Così, spesso il genitore saprà il nome dell’insegnante ad anno scolastico iniziato.

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Scansione del tempo a scuola

In diversi disturbi e disabilità la mancanza di un quadro strutturato aumenta l’angoscia, le crisi d’ansia e i comportamenti problema. Si sa, ad esempio, che la persona autistica, a causa dei deficit di comunicazione e della “cecità sociale” alla base del disturbo, ha bisogno di una strutturazione dell’ambiente per rassicurarsi: l’ansia diminuisce quando sa esattamente che cosa ci si aspetta da lui in un certo momento e in un certo luogo, che cosa succederà in seguito, come, dove e con chi.

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