Pensieri, auguri, sentinelle in piedi e cervelli seduti.

Stamattina apro facebook e mi trovo questa notizia in prima linea.

Uhm… Avevo messo il mio like sul Messaggero per alcune notizie che ritenevo interessanti. Ovviamente. Però questo articolo mi ha davvero sconcertato.
Perché? Certo non perché la notizia è di un anno fa.

La mia reazione è stata la seguente:

1) ho visto la prma foto:

[avevo pubblicato la prima pagina ma siccome non sono sicura che gli interessati abbiano dato la loro autorizzazione (e probabilmente non ne sanno nulla), l’ho cancellata nel rispetto di quella privacy che perde il suo significato sul web e nei social]

2) non ho avuto alcuna reazione di giudizio. La mia è stato un puro “guardare” l’immagine.

3) ho letto il titolo dell’articolo (L’amore è cieco: le foto delle peggiori copie sul web) e quindi mi sono incazzata.
4) ho scritto la mia risposta sulla pagina facebook. Questa:

image

5) mi sono rallegrata, leggendo le altre risposte, perché non ero l’unica a pensarla così.

6) ho continuato a pensare a tutta la faccenda per il resto della mattina finché non ho deciso di scriverci su qualcosa.

Ed eccomi qui. Alla fine non ho tolto il mio like alla pagina perché credo che sia importante manifestare anche il proprio dissenso in tutte le manifestazioni che riguardano questa nostra società. Nel caso specifico ho segnalato la notizia a facebook come contenuto non appropriato. Perché non è appropriato. Per me non lo è.
Non è appropriato nemmeno in una società come quella che viviamo, perché ha in sé tutti i mezzi per crescere e progredire, eppure li usa per fomentare l’odio, la violenza, sottolineare la diversità, porre i limiti alla conoscenza e limitare il modo di pensare altrui.
E poi arriva il momento in cui una dice basta. E io dico basta, oggi. Che non vuol dire chiudere internet e rintanarmi nella mia grotta a pensare che l’umanità stia andando a farsi il giro più grande del mondo, in un altrove che non sta né in cielo né in terra, per tuffarsi nel mare dell’idiozia e soffocare nella melma dell’ignoranza.
No, rimango qui. E, mi dispiace per voi, continuo a fare ciò che è mia abitudine da un bel po’ di tempo a questa parte. Continuerò a far sentire la mia voce, a ricordare che esiste sempre la possibilità per migliorarsi e che è ciò cui dobbiamo tendere. Tutti.
Non mi importa che siate belli o brutti, che amiate le tettone o le prime misure, i culi grossi o quelli piatti, le forme o le linee geometriche, le rughe o le pelli piallate. Ognuno è libero di trovare il bello in ciò che più piace. Ciò che mi importa è che continuiate a pensare, ad aver voglia di imparare, a essere curiosi, a stupirvi di fronte alla neve come se fosse la prima volta, e ad arrossire di fronte a un gesto gentile.
Perché siamo esseri umani. E abbiamo il dovere di riflettere.

Io sono contenta di non aver provato alcun giudizio nel vedere la foto che apriva l’articolo. Chissà perché mi aspettavo di leggere un titolo romantico, che so… una nascita, un bel regalo di Natale, qualcosa di bello e dolce. Poi ho letto il titolo e mi sono sentita… male. Sono contenta di non aver avuto una reazione che riguardasse, giudicasse, l’estetica. Vuol dire anche su internet mi sono abituata a essere ciò che sono nella realtà, a “vedere” oltre l’immagine. Ed è stato allora che ho pensato al potere che hanno i giornali – e che usano male, molto male.
Se ci abituiamo ad andare al di là di ciò che vediamo, forse, forse possiamo ancora sperare in una umanità degna di questo nome. Senza violenza, senza guerre, semplicemente fatta di pura accettazione dell’altro… che poi è la cosa più naturale di questo mondo.
Accettare l’altro che non è diverso da noi. Chi è diverso? E chi ce lo può insegnare? Le Sentinelle in piedi? Perchè questo è il loro anno, delle Sentinelle…
E a me piacciono le proteste non violente. Anche le contro proteste non violente. Penso a quella dei gay che, in silenzio, si sono mischiati con le Sentinelle e si sono baciati. Protesta silenziosa, eppure forte come la prima da cui ha avuto origine. Eppure hanno ricevuto in risposta insulti e il classico gesto del dito che sventola il lobo dell’orecchio.
Penso anche a quel ragazzo vestito come un poliziotto dell’Illinois: stessa contro protesta silenziosa che sinceramente non credo sia andata a finire bene.
Infine penso anche a quei due ragazzi indagati per disturbo della quiete pubblica perché, sempre per manifestare la loro protesta-presenza (perché ci sono, NON sono diversi da noi, e soprattutto si baciano come fanno persone innamorate).
Se provo a tirare una somma in tutto ciò che sta accadendo il risultato che ottengo è solo una fase preliminare di preparazione a un nuovo partito politico e a tanta, ma tanta intolleranza su cui incanalare il malumore pubblico. Trucchi da quattro soldi che si usano nel varietà politico italiano per intenderci. E mezzi di comunicazione al loro completo servizio. Grande appiattimento della mente, fiamma dell’idiozia sempre ben accesa, odio, differenze…

E allora l’augurio per il nuovo anno che faccio a tutti, in questo 2014 che finalmente sta per concludersi, è di leggere di più e di farlo sul serio, per poter provare quell’empatia che è sacrosanta per l’accettazione del prossimo. Leggete qualsiasi cosa e di qualsiasi genere. Ma quando i vostri occhi si posano su un’immagine non fatevi guidare dall’orda di barbari violenti. Lasciate un segno del vostro passaggio, e che sia positivo, che cerchi di costruire e migliorare il nostro sentire.
Però un libro da leggere ve lo lascio lo stesso, lo troverete qui.

Serve a ricordarci di coltivare la nostra umanità. È l’unico esercizio che serve per stare coi piedi saldi su questa terra per segnare come si deve il nostro passaggio, a sentire il calore del sole sulla pelle e sorridere al nuovo giorno che verrà.

Feliz Ano Novo!

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