Mi piace molto indossare collane, orecchini e bracciali di bigiotteria. Quando la mattina non vado di corsa (e accade raramente dato che sono sempre in ritardo) indosso qualcosa che dia quel tocco di luce che mi fa sentire meglio.
Così ho pensato di costruirmi un porta bijoux da appendere al muro o nella parte interna dell’armadio che mi aiuti nella scelta a colpo d’occhio, magari mentre infilo una scarpa e scaravento in borsa il cellulare.
Naturalmente è tutto materiale che avevo già a casa. 🙂
Una gruccia in metallo, un nastro di velo bianco, filo dorato e perline bianche di legno. La rete è quella di plastica usata per gli orti e i giardini: sulla parete bianca non si vede.
Questo il risultato finale.

Niente di eccessivamente complicato se non la parte in cui ho unito la rete alla gruccia: qui armatevi di pazienza, ago e filo.

Per unire le due aste in legno alla gruccia ho usato degli anelli argentati e dorati di una vecchia collana.


Finalmente ho messo un po’ d’ordine! 😉
Madonna con Bambino
Questa Madonna con un Bambin Gesù appena nato l’ho fatta un paio di anni fa.
L’idea mi è venuta da alcuni scampoli di stoffa molto delicati e che mi servono per varie attività a scuola, da alcune listarelle di legno (un giocattolo rotto di mio figlio) e una bambola da buttare (mia dei tempi che furono…). Così sono usciti fuori i vestiti (il velo della Madonna e i panni che avvolgono il Bambino li ho creati con la garza per medicamenti), la mangiatoia e i capelli della Madonna. Il volto è fatto con il Das.
Scansione del tempo a scuola
In diversi disturbi e disabilità la mancanza di un quadro strutturato aumenta l’angoscia, le crisi d’ansia e i comportamenti problema. Si sa, ad esempio, che la persona autistica, a causa dei deficit di comunicazione e della “cecità sociale” alla base del disturbo, ha bisogno di una strutturazione dell’ambiente per rassicurarsi: l’ansia diminuisce quando sa esattamente che cosa ci si aspetta da lui in un certo momento e in un certo luogo, che cosa succederà in seguito, come, dove e con chi.
Qualche volta dò i numeri
Ci sono:
2.600 le case editrici attive nel 2009 in Italia,
10.000 e oltre quelle censite nel 2008,
8.000 case editrici nel 2011:
la principale ha il 30% del mercato.
300 circa quelle non a pagamento.
38.000 sono le persone che professionalmente risultano occupati nel settore dell’editoria.
55.000 i titoli pubblicati in un anno,
60.000 titoli pubblicati nel 2006,
400 i libri che escono ogni giorno,
sempre in Italia 18.000 gli ebook pubblicati: rappresentano solo lo 0,05% del mercato editoriale totale;
20.000 titoli digitalizzati, su un mercato vivo di oltre
500.000 titoli (meglio non guardare agli Stati Uniti, dove il dato cresce sensibilmente).
46,8% la gente che dichiara di aver letto «almeno un libro».
12-13% gli italiani che attuano altre modalità di lettura (professionale, di opere di consultazione e manualistica pratica, su schermi, ecc. ).
53,1% sono le donne lettrici,
40,1% gli iuomini lettori (in tutte le fasce di età la percentuale di lettrici è sempre superiore a quella dei lettori)
2.000 circa le librerie attive in Italia (da quelle di catena alle indipendenti, ma il dato include anche i centri commerciali, le librerie scolastiche, universitarie e professionali).
113 case editrici italiane inserite nel “Salvaforeste” in base alla sostenibilità della carta utilizzata nei propri libri;
10 le case editrici che dall’ultimo aggiornamento del 2010 hanno ribaltato la propria posizione passando dalla parte delle foreste indonesiane.
10 le cifre che compongono l’ISBN, 4 i gruppi di cifre in cui e’ diviso, 88 il primo gruppo che identifica l’ISBN in Italia (il secondo gruppo identifica l’editore; il terzo gruppo indica l’opera e l’edizione; il quarto gruppo è un numero di controllo).
200 le pagine che Wikipedia dedica alla categoria degli scrittori in Italia, per un totale di
1.743 scrittori professionisti, 3 (o quattro) di mestiere fanno solo gli scrittori.
1 solo continua a domandarsi se abbia senso tutto questo?


Devi effettuare l'accesso per postare un commento.