Teresa Batista stanca di guerra, J. Amado

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“Dal momento che lo chiede con tanta buona grazia, giovanotto, io le dico: con le disgrazie basta incominciare. E quando sono incominciate, non c’è niente che le faccia fermare, si estendono, si sviluppano, come una merce a buon mercato e di largo consumo. L’allegria, invece, compare mio, una pianta capricciosa, difficile da coltivare, che fa poca ombra, che dura poco e che richiede cure costanti e terreno concimato, nè secco nè umido, nè esposto ai venti, insomma una coltivazione che viene a costar cara, adatta a quelli che sono ricchi, pieni di soldi. L’allegria va conservata nello champagne; mentre la cachaa tuttalpi consola dalle disgrazie, quando consola.”

Questo è l’incipit di Teresa Batista stanca di guerra, di Jorge Amado. Appena finito di rileggere.

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